Particolari Alquerque? (di Marisa Uberti)

 

Questa categoria, secondo uno dei massimi esperti contemporanei di tavolieri, il professor Thierry De Paulis, vanno inseriti a parte, non potendosi inquadrare come normali alquerque. Manca tuttavia un nome specifico che li denomini, ed essi prendono il nome in base al tipo di gioco che vi si disputa.

In India, tra le incisioni che si trovano nel tempio jainista di Jaisalmer (Rajasthan), sono state documentate una Triplice Cinta con i soli segmenti perpendicolari in associazione ad un curioso triangolo diviso in tacche (fig. 1) e ad un modello di alquerque unico nel suo genere (vedi figura n. 2). Tutti e tre sono in posizione orizzontale (segnalazione al G.E.R.S.A.R[1] di B. Quinet).

 

                   

                                  Fig.1                                                   Fig. 2

Diremo “quasi” unico perché esemplari di “alquerque” con appendici li troviamo nel Sud America. Gli archeologi M.Cesar Del Solar e Rainer Hosting ne”Litograbados indígenas en la arquitectura colonial del Departamento del Cusco, Perú” (II parte, 2006), tra il 2001 e il 2004 scoprirono dei graffiti su pietra in diversi distretti del centro storico della capitale peruviana, identici a quelli scoperti in precedenza da un noto archeologo, F. Alcina a Chincero (località non distante da Cuzco), e notarono l’analogia di questi con il tavoliere dell’alquerque de doce (come è conosciuto in Spagna). I due archeologi hanno scoperto che il gioco dei locali era una derivazione dell’alquerque che importarono gli spagnoli; i peruviani cambiarono radicalmente le regole a cominciare dal 1600 o almeno così sembrerebbe ai due ricercatori. Il mutamento dello schema si rese necessario e venne aggiunta, ad uno dei lati del quadrato, una appendice a forma di piccolo triangolo invertito, ripartito in quattro sezioni da una riga orizzontale e da una verticale. In alcuni schemi appare la stessa appendice sul lato opposto.

Fig. 3 Ne risulta uno schema identico a quello mostrato nel disegno 3, che sarebbe un gioco di cattura conosciuto come leonera. Sebbene non sia chiara la sua reale funzione, il triangolo è la casa del leone, che deve uscire per attaccare le pecore che si trovano raggruppate sul lato opposto del gioco. Il leone deve mangiare tutte le pecore mentre queste devono cercare, per evitarlo, di rinchiuderlo o confinarlo nella sua casa (questa regola è simile al nostrano gioco de il leone e le pecore  o la volpe e le oche ("Fox and geese") che si gioca su un tavoliere formato da cinque tris disposti in croce).

Secondo lo studioso francese Thierry Depaulis, però (v. "Inca dice and board games” in “Board Games Studies”, AA. VV. , Vol. 1. International Journal for the Study of Board Games - Leiden 1998: Research School CNWS- pp. 26-49), questo schema “anomalo” rispetto al modello europeo, deporrebbe per la sua origine locale e non d’importazione spagnola. Alcina datava i graffiti rinvenuti a Chincero al XVII secolo e li riteneva autoctoni. La presenza dell’appendice triangolare è sicuramente anomala, come “invenzione”; come abbiamo già detto appare solo in un’altra area del mondo: l’Asia meridionale. E’ evidente che da qui gli Incas non l’appresero ma sicuramente non proviene nemmeno dall’Europa, sostiene Depaulis, in quanto non si capisce perché mai i locali avrebbero dovuto aggiungere i triangoli. Stewart Culin riporta la notizia di un gioco peruviano chiamato solitario e che è del tutto simile alla “leonera”. Precedente o…? Ad ogni modo pare assodato che gli Incas usassero giocare anche durante cerimonie funebri e probabilmente in quei casi il gioco era simbolico.

Felipe Guaman Poma de Ayala, conosciuto anche come Guaman Poma  (autore  della "Nueva corónica y buen gobierno,1615") scriveva che alcuni tipi di giochi erano disputati tra i nobili nel mese di Aprile, e nulla sappiamo di questi. Altri nel mese di Novembre, sembra dunque che fossero legati a specifiche ritualità. Del Solar ed Hosting ammettono la possibilità che alcuni esemplari non siano serviti a scopi ludici, ad esempio quando si trovano in verticale (e quando il blocco non sia di reimpiego), ma la stragrande maggioranza, per loro, è che di ludus si tratti, che nulla ha a che fare con cerimonie funerarie.Sono dunque giochi indigeni quelli graffiti in vari distretti peruviani? Purtroppo tutte le ricerche che si possono condurre non vanno oltre l’arrivo degli spagnoli e si sa quanto materiale (giochi e tavolieri compresi) sia finito sui roghi accesi dai cristianissimi Conquistadores, per estirpare le tradizioni locali.

 

  • In Italia

Un  esemplare particolare di alquerque lo abbiamo documentato a Colonnata (Massa Carrara, in Toscana). Allo stato attuale delle nostre conoscenze esemplari del genere, in Europa, sono rarissimi. Mentre di alquerque tradizionali ne abbiamo documentati molti, questo specifico esemplare mai (fig. 5) non lo avevamo mai visto prima di rintracciarlo in questo paese, vicino alla Cave di marmo di Carrara e abitato da tempi antichi da cavatori e scalpellini.

A quale gioco, se tale era, si giocava? Quali erano le sue regole?

 Fig. 4

 

Si tratta di un alquerque cui sono "attaccati" due tris, uno sul lato destro e uno  su quello sinistro.

Esemplari di alquerque con un solo tris "attaccato" lo abbiamo documentato in diversi luoghi (anche se rimangono modelli rari da reperire, forse perchè scomparsi, con il tempo):

- A Collodi Castello, in provincia di Pistoia, in Toscana, in almeno tre zone. La prima è Piazza della Fontana, civico n.3. Numerosi sono i simboli su tutta la pavimentazione della piazza, e diversi i graffiti sulle lastre di pietra, provenienti dalle cave di Guamo (LU)

Fig. 5

Il secondo esemplare si trova inciso su una lastra collocata lungo il percorso tra Piazza della Fontana e Via Lunga (parte inferiore del paese):

Fig.6

Per il terzo cliccate qui.

Questo paese conserva un numero altissimo di incisioni di tavolieri, sulle lastre che pavimentano le strade, i vicoli, le piazze. Oltre a questo tipo di alquerque con appendice laterale, vi sono alquerque tradizionali, tris, Triplici Cinte di modelli diversi. Oltre cinquanta "giochi" incisi si trovano a Collodi Castello! E' probabile che alcune delle lastra siano di reimpiego; per un numero ristretto c'è il dubbio che siano serviti come tavolieri, per la loro dimensione esigua.

- Zogno (BG), nel Museo della Valle, nella sezione "L'Osteria", si trova un tavolino di legno sul quale sono incisi tre giochi: la dama (scacchiera a 64 caselle), il filetto e l'alquerque con il tris attaccato ad un lato. L'autore si è firmato e ha messo anche una parola di saluto: "Salve". Il manufatto era usato in una osteria della zona a fine XIX sec.

 

Al momento non sono stati ancora censiti per l'Italia e per l'Europa, esemplari di alquerque con appendici triangolari laterali ma in almeno un caso abbiamo trovato un tris con triangoli attaccati. Se voleste scoprire dove, cliccate qui.

La Ricerca continua!

 

Note:

[1] "Group d’Etude, de Recherche et de Sauvegarde de l’art rupestre” (“Gruppo di Studi, Ricerche e di Salvaguardia dell’Arte Rupestre, Milly-la Forêt, France)

L'argomento è approfondito nel mio libro "Ludica, Sacra, Magica. Il censimento mondiale della Triplice Cinta", nel capitolo I(ilmiolibro.it, 2012,  anche in formato ebook con il titolo "Ludica, Sacra, Magica Triplice Cinta. Storia, geografia e simbolismo del gioco del filetto", Narcissus Self Publishing, 2012, UltimaBooks).

 

Argomento: Particolari Alquerque

Nessun commento trovato.

Nuovo commento