FORGNENGO (fraz. CAMPIGLIA CERVO, prov. BI)

FORGNENGO (fraz. CAMPIGLIA CERVO, prov. BI)

La "pietra dei 3 giochi". Si tratta di un masso irregolare usato come panchina fuori da un’abitazione situata in "Piazzetta del Gioco dell'Orso".

 

 

Prende nome da uno dei tre schemi incisi sulla pietra, quello circolare, che la ricerca di Carlo e Luca Gavazzi portò ad identificare come un gioco a pedine usato nella Valle del Cervo, dove si trova il comune e la piccola frazione di Forgnengo. Le regole, che alcuni anziani del posto ancora ricordano, si basano sull'impiego di tre pedine che devono "cacciare" quella dell'orso e tutto sarebbe nato da una leggenda che ha per protagonista un bambino e un orso del luogo. Quello di Forgnengo sembra essere l'unico esemplare di questo tipo di tavoliere superstite non solo qui, ma in Italia (nel nostro censimento non ne abbiamo trovato altri in tutto il mondo). E' considerato, oggi, un gioco dall'importante valenza storica e antropologica che non può essere dimenticato. Per questo in un'area-gioco del borgo è stata incisa una replica più grande del tavoliere, che rischia (come è successo agli altri), di andare prima o poi perduto.

 

Lo stesso schema, di dimensioni ancora maggiori, è infine stato tracciato sulla pavimentazione della stessa piazzetta, chiamata Ca' d'Pilat:

 

 

Sulla "Pietra dei 3 Giochi" si trova incisa anche una bella Duplice Cinta con diagonali, che sembra essere l'unico modo per riuscire comunque a mettere le tre pedine in fila agli incroci, per fare "filetto" (anche in assenza di tre quadrati concentrici):

 

Un profondo foro, quasi una vaschettina, è presente sullo schema, mentre una linea (di frattura?) della pietra stessa interseca la porzione superiore destra dello schema stesso.

Un terzo tavoliere, di piccole dimensioni come gli altri del resto, è costituito da cinque "tris" disposti in croce, che ricorda il gioco del "Fox and geese", tuttavia i tris oggi non si riescono a distinguere, rimanendo labili tracce. Rimane il dubbio se in origine vi fossero, a nostro avviso, e di come si potesse giocare su un tavoliere tanto piccolo...


 

  • Fotografie: Marisa Uberti (ottobre 2014)
  • La pietra era stata segnalata da Carlo e Luca Gavazzi in “Giocare sulla pietra-I giochi nelle incisioni rupestri e nei graffiti di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria”, Quaderni di Cultura Alpina, Priuli & Verlucca, 1997