CARCERI (PD)

CARCERI (PD)

Il presente esemplare, con diagonali, per il nostro censimento risulta inedito e lo abbiamo documentato durante una visita all'antica abbazia di Santa Maria delle Carceri, nel paese omonimo, situato in provincia di Padova. Un tempo la località si chiamava Gazzo ed era alquanto paludosa. Le origini del cenobio risalgono intorno all'anno 1000, quando vi si installò un gruppo di monaci che seguivano la regola agostiniana. Al periodo primitivo risale il bellissimo arco d'ingresso al complesso e il delizioso chiostrino romanico con colonnine binate:

 

 

Dopo un periodo di grande splendore, il monastero cominciò (per varie cause) a declinare; le sue sorti si risollevarono grazie all'intervento di papa Gregorio XII (veneziano), che concesse ai monaci camaldolesi di Murano (VE) di prenderne possesso, dato che gli agostiniani lo avevano quasi del tutto abbandonato. Con l’avvento dei Monaci Camaldolesi il Monastero fu ben presto elevato alla dignità di Abbazia (1427) e fu una continua crescita di attività sociali, lavorative, religiose ed ecclesiastiche. L’Abbazia venne dotata di quattro chiostri, fu costruita una biblioteca, ripristinata la Foresteria, che venne adibita al ricovero dei pellegrini. Nella foto sotto, vediamo il chiostro grande, eretto in stile rinascimentale; presenta ampi archi, sostenuti da colonne toscane, sovrastate da una bella trabeazione che divide il porticato dal piano superiore con le finestre delle celle dei Monaci. L’elegante loggia sopraelevata presenta svelte colonne con volute coniche, dalla quale è possibile ammirare l’armonia dell’intero chiostro.

Proprio sul lato sinistro di questo chiostro, affaciato su un prato erboso che reca al centro un bellissimo pozzo, si trova la lastra sulla quale fu incisa, con tratto leggero, la Triplice Cinta. Non sappiamo a quale periodo essa si possa ascrivere, ma certamente non poteva esistere prima della metà del XVI secolo, data di realizzazione del chiostro stesso. La TC misura 23 cm x 20 cm nel rettangolo più esterno e la diagonale è lunga 7 cm. La lastra di copertura è consunta e presenta evidenti segni di rottura in più punti. Potrebbe anche provenire dal chiostro medievale ma non ne abbiamo notizia; quel che possiamo confermare invece è che la copertura del parapetto di questo chiostro è stata sostituita in più parti da semplice cemento; le poche lastre rimaste (probabilmente originarie del 1500) sono gravemente alterate da consunzione, e ciò è dovuto (oltre al tempo e alle intmperie) alle vicissitudini patite da questo illustre monumento.

Per ulteriori notizie sull'abbazia consultare il sito ufficiale.

  • Segnalazione, foto e scheda di Marisa Uberti (inserita il 08 gennaio 2018)