MIRABELLA (AV)

MIRABELLA (AV)

Chiesa Madre, Collegiata di Santa Maria Maggiore. Triplice Cinta incisa su blocco incassato in verticale, lungo la muratura della facciata.

Ecco le notizie che ci ha fornito Tino Coviello, che ha individuato l'esemplare (non facile da trovare, in mezzo a conci murari di epoca diversa, materiali di spoglio e ricostruzioni):

"L’irpinia ci regala ancora una Triplice Cinta, nel paese di Mirabella Eclano, borgo dalle antiche origini. I primi insediamenti umani risalgono al periodo neolitico ma iniziamo a conoscerla  con la presenza dei Sanniti e successivamente dei Romani.

In località Passo di Mirabella è possibile visitare il Parco Archeologico di Aeclanum situato sulla storica Via Appia, dove era abitudine imbattersi nei mercati locali e dove è ancora possibile osservare residui monumenti dell’epoca. Con la presenza dei Longobardi, la cittadina fu assorbita nel Ducato di Benevento e dopo che fu diverse volte distrutta, a causa delle invasioni dei Bizantini, ebbe un momento di buio in cui Aeclanum perse completamente la sua importanza storica e strategica per divenire un piccolo borgo, poco distante da Benevento, denominato Quintodecimo.

Nuova luce ci fu intorno all’ XI secolo quando la popolazione locale si stanziò sull’attuale collina di Mirabella . Da quel momento il nome del paese sarà Aquaputida fino al XIV secolo, anno in cui, nacque Mirabella.

Visitando oggi la moderna Mirabella Eclano, possiamo curiosare tra i vicoli di un paesino caratterizzato da graziose abitazioni. Spesso le mura di queste case sono valorizzate da pietre ornamentali risalenti alle epoche sannite, romane e medievali. Non è difficile “inciampare” tra resti di colonne o capitelli di epoca romana. Soprattutto intorno al perimetro delle chiese possiamo trovare questi preziosi reperti e proprio nei pressi della Chiesa Madre, la Collegiata di Santa Maria Maggiore, risalente al XVIII secolo, abbiamo avuto la fortuna di scoprire una Triplice Cinta.

 

                       

                                    La Chiesa Madre di Mirabella Eclano (foto Tino Coviello)

 

           

                                  Il concio sul quale è incisa la TC (foto Tino Coviello)

 

Dobbiamo ricordare che la Chiesa di S. M. Maggiore, originariamente, risale al periodo medievale, attorno al X secolo.  In questa chiesa si possono trovare oltre numerosi dipinti, opere di valore inestimabile tra cui il fonte battesimale, databile intorno al 1300 e un crocefisso di legno risalente all’anno 1100.

E’ la chiesa principale del paese ed è situata nel centro storico, attraversata da una passeggiata principale, via Eclano e alcune traverse laterali che svelano tutta la bellezza di questa costruzione.

       

Nella stradina che costeggia le mura di S. Maria Maggiore, abbiamo scoperto, nascosta tra una miriade di pietre, la fantastica Triplice Cinta, discretamente conservata, ma con una parte mancante. Probabilmente è incisa su materiale di reimpiego utilizzato per ricostruire nei secoli la Chiesa.

 

         

  Indicazione della posizione della TC, lungo la facciata laterale della Chiesa Madre di S. Maria Maggiore (foto Tino Coviello)

 

La misura del lato integro è pari a circa quindici centimetri. E’ disposta in verticale a un’altezza di un metro e settanta da terra. Numerose le pietre di reimpiego che ornano le mura di questa struttura.

 

                                        

Ancora una volta siamo di fronte alla scoperta di un simbolo ludico, inciso su pietra, che però adorna la facciata di un edificio sacro e proprio per questo motivo e per l’ubicazione verticale, possiamo pensare di escludere la finalità di gioco di questo esemplare (perlomeno dal momento della sua collocazione in tale sede).

Continuiamo a perlustrare il territorio Irpino che, a quanto pare, sembra essere fonte d’innumerevoli simbologie ludiche che hanno caratterizzato il passatempo dei nostri Avi e che in alcuni casi hanno contrassegnato, probabilmente, luoghi di particolare sacralità tellurica".

 

  • Segnalazione e foto Tino Coviello (Gennaio 2015), che ringraziamo vivamente.