VISCIANO (fraz. di Narni, Terni)

VISCIANO (fraz. di Narni, Terni)

La prima segnalazione di questi esemplari (sono due), ci pervenne da Carlo Valdameri prima del 2008. A distanza di anni, nell'agosto 2017 abbiamo potuto recarci in loco e documentare direttamente i due schemi e la chiesa che, seppure fosse chiusa, ci ha molto interessato.

La Triplice Cinta maggiormente visibile è incisa a sinistra dell'ingresso, su una lastra del muretto di copertura che compone il protiro. A sinistra per chi guarda la facciata, sia chiaro.

Il secondo esemplare è inciso invece sull'ultima lastra del muretto del protiro, sul lato destro (sempre riferito a chi guarda l'ingresso). E' una TC molto consunta, quasi passa inosservata e, confrontata con le fotografie inviateci dal Valdameri nel 2008, ci siamo accorti che è ulteriormente peggiorata. Ad ogni modo si può ancora osservare (labilmente) un frammento del quadrato più esterno, un segmento mediano e poco altro:

Santa Pudenziana è una chiesa situata a Visciano, comune di Narni, rappresentativa di un'arte "artigianale" sorta nel bel mezzo della campagna, da maestranze che ricavarono- con il materiale a disposizione e molto di reimpiego- un capolavoro (attestato tra il X e XI secolo). Ce la siamo ritrovati davanti come emergesse dal nulla, magnifica! Nella sua edificazione entra a pieno titolo l'abate Piero, di origini tedesche e "importato" in Italia da papa Silvestro II, che fu maestro dell'imperatore tedesco Ottone III, assiduo frequentatore di Narni. Le prime notizie scritte della chiesa risalgono al tempo della sua appartenenza alla cattedrale di Narni; allora la piccola chiesa era denominata Santa Maria di Visano e soltanto in seguito la titolazione passò a Santa Pudenziana, martire e sorella di S. Prassede. Dopo alterne vicende e stati di abbandono, la chiesa appartiene oggi al Comune di Narni ed è Monumento Nazionale.

Il secondo gradino di accesso al portico di S. Pudenziana è stato ricavato da un "lapis pedicinus", un parallelepipedo con due incassi poco profondi (foramina) su cui venivano alloggiate le strutture dei torchi a leva per l'olio, generalmente presenti nelle ville romane rustiche a partire dal II secolo a.C. Il pezzo sembra essere stato recuperato in zona...Dove doveva esistere un complesso di questo tipo.

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  • Scheda rifatta e aggiornata il 10 Settembre 2017 da M. Uberti