Considerazioni sui graffiti delle cave di Caestert

                                                           Maastricht, Limburgo, Paesi Bassi

                                                               (Marisa Uberti, novembre 2015)

 

Queste mie riflessioni si rifanno ad un ritrovamento segnalatomi nel settembre 2015 dal nostro collaboratore olandese Wim van Mourik, del quale abbiamo pubblicato l'articolo integrale.

Quando ho visionato le immagini e ho appreso di questi graffiti, ho avuto un sobbalzo poichè è la prima volta che una Triplice Cinta (per quanto mi riguarda) viene rappresentata in un contesto simile (una miniera), tracciata con fuliggine e residui di grasso delle lucerne che i minatori usavano per il loro lavoro! Sorprende poi ancora di più la posizione dei graffiti, ad undici metri di altezza, in un punto che oggi non è nemmeno più raggiungibile...

 

  • Caestert

Vediamo di capire il contesto in cui ci troviamo, che è una zona di confine: Limburgo, nel Sud dei Paesi Bassi al confine con il Belgio. Nella parte meridionale della città di Maastricht (una delle più antiche dell'Olanda) si eleva una modesta collina, San Pietro, perforata da lunghe gallerie sotterranee, realizzate dall'uomo per l'estrazione di calcare, che è servito per la costruzione di molti edifici cittadini. La zona è nota come Caestert (il nome deriva dalla presenza di un "castrum" romano, prima, e poi del Castello di Caestert, distrutto da un incendio nel 1972). L'estrazione di pietra calcarea ha creato una vasta rete di corridoi sotterranei; si calcolano circa 20.000 cunicoli per una estensione di 200 km, cioè dall'Olanda si sconfina in Belgio. L'estrazione cominciò probabilmente al tempo dei Romani ma la zona del Monte San Pietro era ben nota fin dal Paleolitico. Le cave servirono anche come rifugio per la popolazione in caso di pericolo durante gli attacchi subiti dalla città; dopo l'abbandono, l'estrazione è proseguita, dal 1921, con mezzi di superficie (ad occuparsene è la società ENCI -Eerste Nederlandse Cement Industrie, la prima industria del cemento olandese, con sede a Maastricht). Trovandosi il Monte San Pietro in una zona protetta, sono molte le petizioni per far chiudere la fabbrica di cemento, che pare dovrà cessare le attività nel 2018.

 

  • I misteriosi graffiti

 

La cavità ha tre ingressi, tutti situati a nord del vecchio Forte di San Pietro. Prima del 1950, questa rete sotterranea risultava intatta, da quanto si capisce, e collegava la provincia belga di Limburg con la più prossima olandese. Anche se vaste sezioni di queste "grotte" sono ormai scomparse attraverso l'estrazione di superficie, altre sezioni sono ben conservate e sono divenute attrazioni turistiche, essendo visitabili tramite appositi tour guidati. Si entra solo con lampade ad olio e con guide specializzate; la temperatura interna oscilla tra i 9 e gli 11°, dunque bisogna coprirsi bene. Il mondo che si presenta all'osservatore è però di grande interesse, specialmente per gli appassionati di simbolismo. Le pareti presentano svariati graffiti e disegni attribuiti all'epoca medievale e posteriore, che sarebbe opportuno approfondire, avendone la possibilità. Alcuni graffiti sono semplici segni, messi per indicare i blocchi che venivano prodotti e quindi pagati; alcuni presentano delle frecce (indicatori di direzione), agli incroci dei corridoi (in quei meandri non era facile orientarsi), altri ancora sono segni pratici usati soprattutto da chi era analfabeta. Ma altri si presentano complessi e articolati, a tema profano ma anche sacro.

Wim van Mourik è venuto a sapere, grazie a Rob Hecker, ex presidente del Centro Studi delle cave di calcare sotterranee, dell'esistenza di disegni nei bui recessi delle miniere e, in particolare, la sua attenzione si è diretta verso un gruppo specifico di graffiti situati nella parte sud-occidentale, a 11 metri di altezza, che doveva rappresentare la fine della cava in quel punto (cioè il soffitto).  I graffiti che ci interessano sono composti da una serie di motivi interessanti, tra cui la nostra Triplice Cinta, raffigurata accanto ad una piccola scacchiera, di 16 caselle (4 x 4), metà delle quali annerite e l'altra metà lasciate in bianco.


 

                                                   

Il soffitto sul quale sono presenti i graffiti eseguiti con fuliggine e olio delle lanterne usate dai minatori. A sinistra la serie in cui è inserita anche una Triplice Cinta, a destra e verso il basso, una serie di soggetti che andranno analizzati in opportuna sede.

                                                    

 

                                     

                                                       

La TC ha la particolarità che i segmenti mediani proseguono, perlomeno su due dei quattro lati, all'esterno dello schema formando una croce. Una croce, più sbiadita, è individuabile anche oltre il vertice inferiore sinistro (guardando la foto così come mostrata). Appare estranea l'ipotesi di giochi, vista la posizione e la presenza delle croci, atte più a consacrare lo schema che a banalizzarlo, a conferirgli un valore più profondo di quello ludico. Ma perchè? Cosa significava per quei minatori? Si tenga presente che l'Olanda, allo stato attuale del censimento, non ha ancora fornito esemplari di TC incisi  (nemmeno di tris o alquerque) su pietra o roccia (solo rappresentazioni nell'arte).

Forse non sono stati sufficientemente cercati oppure devono ancora essere scoperti. Al momento questo fa però anche supporre una scarsa diffusione degli schemi stessi nella nazione, almeno fino ad un certo periodo. La scoperta di questi celati graffiti è dunque molto importante e indicativa perchè vengono attribuiti ad un'epoca compresa tra il 1490-1550 (un'iscrizione trovata nei pressi riporta la data del 1468). A lasciare la serie di simboli in cui compare la TC furono i minatori, questo agli studiosi pare certo. I minatori erano spesso forestieri e chissà che a tracciare la TC non sia stato uno di quegli anonimi lavoratori che venivano "da fuori"? Magari qualcuno che questo schema lo conosceva molto bene. Ma perchè fare le croci, se si voleva rappresentare un gioco da esibire ai compagni? E a 11 metri di altezza? E' probabile che questo sia uno di quei contesti in cui la TC ha assunto, fin dall'origine, una valenza simbolica e non ludica, per colui che lo ha rappresentato.

Probabilmente la risposta va anche cercata allargando la visuale, guardando anche al resto dei soggetti raffigurati, perchè la TC- oltre che essere vicina alla piccola scacchiera- si accompagna ad altri interessanti elementi: alla sua sinistra si trova un quadrato quadripartito, sormontato da una marcata croce che, a sua volta, è sovrastata da un ulteriore elemento che stiamo cercando di identificare con più precisione. 

 

                                                                 

 

Nella parte destra, invece, oltre la scacchierina, troviamo due blocchi che riportano rispettivamente: il primo una croce marcata e particolare, circondata da numerose coppelline, accanto alla quale sta la figura di un personaggio verosimilmente con corona (un re?), inquadrato in una imprecisata "cornice"; il secondo mostra un altro tipo di croce, con quattro coppelline esterne ai bracci, accanto alla quale si vede una figura curiosa, raggiata (4 pennacchi sul capo che potrebbero riferirsi anche al cappello di un giullare di corte...), con un corpo triangolare, senza mani, con esili gambette. Potrebbe essere un insignificante soggetto profano, caricaturale, oppure qualcosa di più significativo? Chi o cosa rappresentano o volevano rappresentare, questi elementi? Sono stati eseguiti dalla stessa mano oppure no?

 

                               

Ecco che appare dunque stimolante rivolgere questi interrogativi a tutti i  nostri collaboratori, ai nostri lettori, ai ricercatori del settore e agli appassionati, per ricevere considerazioni, opinioni, ipotesi di studio.

La Ricerca prosegue, anche perchè stiamo analizzando le raffigurazioni presenti sul lato opposto, che a tutta prima non sembrerebbero avere una correlazione razionale con quelle appena descritte ma una valutazione "conclusiva" potrà essere avanzata subordinatamente all'acquisizione di maggiori dati conoscitivi.

 

  • Si ringrazia Wim van Mourik e si rimanda, per qualche ulteriore dato, al suo articolo (in lingua originale olandese).
  • Si possono visualizzare alcune belle immagini a questo link
  • Entriamo nelle grotte con questo filmato (parlato in olandese ma con buone riprese)
  • La scheda in questo sito

 

Argomento: Sui graffiti della cava di Caestert

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