"Fox and geese" ("La volpe e le oche")

(di Marisa Uberti)

A volte si trovano incisioni particolari costituite da 5 tris disposti in croce. Questo, stando agli esperti, è un tipo di tavoliere impiegato per differenti tipi di giochi e che ritroviamo nel manoscritto di Alfonso X il Saggio (XIII sec.) come “De Cercar la Liebre”, un gioco di cattura. Esso ci è noto con nomi diversi , ad esempio La Volpe e le Oche, "Fox and Geese" in inglese, oppure La Volpe e le Galline o la Volpe e le Pecore, Il lupo e le pecore, ecc.). Di questi giochi a cinque tris potrebbe rinvenirsi traccia originaria con il greco Penthe grammai, che nel V sec .a. C. veniva citato da Sofocle, o anche il Gioco della Città (o Plinthion), citato da Cratino. L'origine di questa "variante" al più semplice tris, non è conosciuta esattamente e si ipotizza possa provenire dal mondo nordico (celtico). Una ulteriore variante prevede anche l’uso dei dadi. Un parente di questo gioco potrebbe essere l' Halatafl, che impiega un tavoliere in forma di croce costituito da 5 tris, la cui origine sembra sia un altro gioco nordico chiamato Hnefataf. Il gioco di cattura irlandese dell’Halatafi è in tutto simile ad alcuni tavolieri ritrovati anche in Italia ad esempio ad Ungiasca (VB), o a Venezia.

Sono noti alcuni giochi irlandesi antecedenti il Mille (ma non sappiamo con esattezza a quando risalgano), come il Fidchell o Fitchneal o anche Fithcheall che impiegano un tavoliere quadrato la cui casella centrale e le quattro d’angolo sono evidenziate con segni circolari. La tavola prevede 7 fori x 7 (totale 49) in cui probabilmente si infilavano le pedine. Non sono state trovate regole scritte né pedine o strategie.

I tavolieri, secondo H. J. R. Murray sono frequentemente menzionati nel gallese precoce e nella letteratura irlandese, ma con scarni dettagli; non sono mai citati i dadi in connessione con questi giochi. I più ricorrenti sono due: Gwyddbwyll (Galles) e il Fidchell (Irlanda), nomi che linguisticamente sono identici: infatti sia “Gwdd” che “Fid” significano “legno”. Il primo, Gwyddbwyll, è menzionato diverse volte da Mabinogion (Red Book of Hergest) ricordando che due persone giocano su un tavoliere d’argento con pedine d’oro. Attorno a questo “gioco” vi è anche un alone magico, tipico delle saghe nordiche: le pedine messe sulla scacchiera del Gwyddbwyll di Gwenddolen, giocano da sole.

Lo schema dei 5 tris disposti in croce è impiegato anche per gioco di strategia, come quello dell' "Assalto al Castello" o alla Fortezza, come abbiamo avuto modo di descrivere in un altro articolo di questo sito.

 

Un bellissimo e vetusto esemplare scolpito su una lastra del parapetto di piazza Monsignor Pagani nel piccolo paesino di Ungiasca, nel verbano (Piemonte)

 

 "Nuovo Gioco della Volpe", Incisione in rame colorata. controfondata in tela (43 x 30 cm), realizzata a Milano nel 1820 da P. e G. Vallardi (collezione Alberto Milano). Inferiormente vi è la spiegazione delle regole del gioco; è arricchito di dettagli per ricreare un ambiente agreste, con gli animali protagonisti della "disputa".

"Gioco dell'assalto al castello" (25 x 31 cm), incisione in rame colorata su cartone ricoperto di carta decorata. Si osservino, in basso a sinistra, le pedine in legno colorate. E' un prodotto fatto in Germania datato al XIX sec. (collezione Alberto Milano). In basso, centralmente, c'è la marca dell'Editore I (albero) A, probabilmente un fabbricante tedesco di Lipsia.


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