Scoperti 5 tris incisi 

                                  a Torre Le Nocelle (AV) (1)

                                                                     (Tino Coviello)

 

Una bella giornata di sole non può non essere vissuta passeggiando tra le verdi montagne Irpine. Ed è così che spesso mi ritrovo a curiosare nelle stradine dei piccoli comuni che circondano la mia città, Avellino.
Tra i tanti, "Torre Le Nocelle". Poco  meno di 1500 anime, il paesino di Torre ha origini molte antiche; si pensa possa risalire al periodo romano, per via di una serie di reperti ritrovati nelle frazioni vicine. Alcuni di questi manufatti sono stati poi conservati nella chiesa di San Ciriaco, che è la protagonista di quest'articolo.

Come curiosità posso ricordare che il nome del paese ha subito, nel corso del tempo, diverse modifiche, forse dovute ad errori di trascrizione oppure perché i nomi traggono spesso origine da qualche personaggio o aneddoto dell'epoca. Si ricorda l'antico toponimo "Turrecella" ed un "Torre di Montefuscolo", fino poi a stabilire il nome definitivo "Torre Le Nocelle", che è quello che oggi conosciamo.
Non intendo raccontare la storia del paese, facilmente  reperibile dal maestro dei maestri  (Sig. Google!), ma voglio attirare la vostra attenzione soffermandomi ad osservare il Santuario di San  Ciriaco,  ubicato in una piccola traversa nel centro storico e che ha, come particolarità, il campanile staccato dalla chiesa e posto sulla strada principale del paese. Di rilievo, per questo articolo, è la scalinata che conduce all'oratorio costruito nel XV secolo sui resti di un ex " Ospitale "del XIII secolo, posizionato frontalmente all'entrata del Santuario.

 

                       

                     Le frecce indicano le rispettive posizioni degli edifici citati (elaborazione foto Tino Coviello)

 

Gli Ospedali che accoglievano i pellegrini e i viandanti erano solitamente gestiti dagli Ospitalieri ossia i Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme, anche detti "Giovanniti". Le strade ove sorgevano questi luoghi di ricovero erano pattugliate dai monaci guerrieri come ad esempio i Cavalieri Templari (Marco Di Donato) .
Dopo una breve parentesi storica, ritorniamo a focalizzare il nostro sguardo sulla scalinata antistante l'oratorio. 

 

                      

        La scalinata dell'oratorio su cui si trovano i petroglifi descritti nell'articolo  (foto Tino Coviello)

 

Immediatamente mi balza agli occhi uno scalino su cui sono incisi due "Centri Sacri" (in campo ludico noti come tris, n.d.r.) e non ho neanche il tempo di esaminarli che, sul successivo scalino, noto altri due C.S. fino ad arrivare all'ultimo gradino, dove c'è il più grande e meglio conservato C.S. di tutta la scalinata.

 

    

                       Le diverse ubicazioni degli esemplari sulla scalinata (foto Tino Coviello)

 

In totale sono 5 petroglifi, tutti "Centri Sacri" di diverse dimensioni, distribuiti sui diversi scalini. Sicuramente non vi e un ordine logico geometrico, anzi direi che sono posizionati alla rinfusa.
L'epoca di esecuzione non è nota; si può soltanto dire che la scalinata risale all'epoca medievale.

Posizione orizzontale e quindi questi petroglifi, molto probabilmente, sono stati utilizzati per fini ludici e non incisi per motivi simbolici o di particolare sacralità
Posso affermare, però, che su alcuni di essi  non sarebbe stato possibile giocare in quanto la figura è troppo affiancata alla struttura muraria che fa da perimetro alla scalinata.

 

                                       

            Uno degli esemplari si presenta particolarmente a ridosso del muretto del parapetto (foto Tino Coviello)

 

La mia conclusione è che ci troviamo di fronte a materiale di reimpiego e quindi non abbiamo certezza se, precedentemente, questi blocchi fossero stati utilizzati su una struttura diversa e soprattutto in una posizione differente, che non necessariamente doveva essere orizzontale!
Come sempre possiamo solo affermare che non si ha mai certezza del vero significato che queste incisioni, all'epoca della loro "creazione",  volessero rappresentare.
Immaginiamo le persone dell'epoca che giocavano accomodati sugli scalini di un vecchio Ospitale oppure giocare sulla scalinata di un più recente oratorio. Potremmo anche pensare che questi simboli fossero stati incisi da qualcuno che volesse indicare un luogo di particolare interesse mistico-religioso...un luogo pieno di energia dove oggi risiede un Sacerdote , famoso in tutta Italia, che spesso esercita i suoi poteri come Ministro di Dio, per compiere pratiche e riti volti a scacciare una presunta presenza demoniaca, ossia esorcismi.
Magari questa è solo una coincidenza...

 

                   

Misurazioni condotte dall'autore:

 

12 cm

13 cm

11 x 13 cm 

 

14 cm

15 cm

18 cm

 

(Testo e foto  Tino Coviello , 22 gennaio 2015)

 

Nota del webmaster:

(1) Si tratta dei primi tris segnalati e inseriti nel censimento per la regione Campania.