PALAZZOLO SULL'OGLIO (BS)

PALAZZOLO SULL'OGLIO (BS)

Sulle lastre del parapetto che circonda la Cappella di San Rocco, addossata sul lato meridionale della Chiesa di San Giovanni, abbiamo trovato due nitidi esemplari di Triplice Cinta, con diagonali e senza foro centrale. La misura media dell'esemplare mostrato nella foto di apertura è di circa  22 cm nel quadrato più esterno (ma i lati sono diseguali perchè lo schema fu tracciato probabilmente a mano libera, con l'ausilio di uno strumento a punta fine).

Del secondo esemplare, più consunto, si riconosce bene la struttura nel suo complesso, sebbene alcuni tratti risultino scomparsi (lato inferiore del quadrato più esterno).

                       

Sono questi i primi esemplari "sicuri" che cataloghiamo nella città di Palazzolo s/O poichè un dubbio esemplare (assai poco leggibile) era stato infatti da me individuato tempo fa lungo Via Torre del Popolo (v. scheda). 

Tra le due TC ben visibili, si trova un terzo esemplare, poco leggibile e con l'abbozzo di un foro centrale:

 

                

Tornando al parapetto del sagrato della Cappella di San Rocco, che lo cinge ad L, dobbiamo dire che sul lato più lungo (o meridionale) non abbiamo rilevato incisioni mentre se ne trovano sul lato occidentale, quello che guarda l'ingresso della Cappella stessa. Oltre alle tre TC, sulle lastre vicine si individuano alcuni fori, che potrebbero aver avuto (intorno) i quadrati concentrici, ma attualmente restano esigue tracce.

 

              

          

La Cappella venne edificata nel 1485 come oratorio dedicato a San Rocco, protettore degli appestati. In quel periodo l'antica Quadra di Mura (sulla riva destra del fiume Oglio) si trovava infatti a fronteggiare una grave pestilenza e fu posta in quarantena. Mirabili gli affreschi ancora presenti e risalenti al 1495, attribuiti alla scuola del Bembo, dei Da Cemmo e del Maestro di Martinengo. Oltre ad una Vergine in trono con Bambino, troviamo (sulla parete centrale): san Sebastiano, san Girolamo, san Rocco, san Cristoforo. Un cartiglio, poco leggibile attualmente, probabilmente riportava un'invocazione alla Madonna affinchè preservasse la popolazione dalla peste. Sulla parete meridionale troviamo ancora San Rocco, Sant'Antonio abate, San Vincenzo Ferreri e la Vergine in trono. Sul lato settentrionale sono raffigurati San Bernardino, la Vergine, Sant'Apollonia e ancora la Vergine Maria e San Gottardo. La volta presenta il trigramma bernardiniano IHS.

 

      

           La Cappella di San Rocco (di fronte); a sinistra la parete sud della Chiesa di San Giovanni

 

     

                                La Chiesa di S. Giovanni vista dall'alto della Torre di Mura

 

Nell'area dove fu eretta questa notevole Cappella sorgevano, un tempo, il campanile e il cimitero dell'adiacente chiesa di San Giovanni, a sua volta costruita su un terrapieno. La chiesa fu molto rimaneggiata nel XVIII secolo, sia all'esterno che all'interno. 

 

       

La posizione delle TC sul parapetto che circonda la Cappella di San Rocco, visto dalla strada sottostante

 

     

        Dallo spalto che recinge la Cappella di San Rocco si gode di un mirabile panorama sulla città

 

Nulla si può dire, al momento, circa l'epoca di esecuzione dei tavolieri incisi, che in questo contesto assumono le classiche caratteristiche di giochi a pedine (come sappiamo potevano essere usati sassolini di due colori diversi, fagioli, bottoni, ecc.) ma, grazie al dr. Mino Baitelli che si è sensibilizzato alla nostra ricerca, prossimamente potremmo avere delle novità, anche per capire se e quando questo schema ludico fosse in auge in questa contrada, se fosse autoctono o importato (magari da pellegrini e/o soldataglie). La Chiesa di San Giovanni e la Cappella di San Rocco si situano, infatti, su una strada importante di passaggio, specialmente nel Medioevo, che portava ad Aquileia.

Nei pressi svetta la bellissima Torre di Mura o Torre Rotonda, realizzata  tra l'VIII e il IX secolo nel punto più alto di Mura. Con la perdita della sua funzione difensiva, fu progressivamente smantellata e venne usata anche come acquedotto. La copertura attuale, su merlatura ghibellina che nulla c'entra con le sue origini, risale agli anni 1912-'13. La Torre è visitabile fino alla sommità e in apposite occasioni, grazie ad un recupero del 1990.

 

                          

    La Torre di Mura o Torre Rotonda; a destra si intravede la sagoma della facciata della Chiesa di S. Giovanni

 

  • Segnalazione e foto Marisa Uberti (maggio 2015)
  • Si ringrazia il dr. Mino Baitelli per averci introdotto alla conoscenza dei monumenti citati