Libro de Los Juegos di Alfonso X il Saggio

                                Cercar la Liebre e sei misteriose Stelle di Davide

                                                                       (Marisa Uberti)

 

I cultori dell’argomento conosceranno sicuramente l’opera del re Alfonso X (detto il Saggio),  nato a Toledo, il 23 novembre 1221 e morto a  Siviglia il 4 aprile 1284). L’illuminato sovrano fu re di Castiglia e León  dal 1252 al 1284 ed è ricordato come “il Saggio” per le importanti opere letterarie, poetiche, scientifiche e toriche che ha lasciato, nelle quali appare chiara la sua elevatezza culturale.  Fondatore della prosa letteraria castigliana. cercò di riunire tutto il sapere della sua epoca nella lingua corrente parlata dai suoi sudditi. Fondò la Scuola di Traduzione di Toledo, dove i dotti Musulmani ed Ebrei traducevano antiche opere arabe ed ebraiche in Castigliano, un’operazione di grandissima importanza per il Sapere del tempo.

                                                    

Statua di Alfonso X, detto il Saggio, dello scultore José Alcoverro y Amorós (1892), all'ingesso della Biblioteca Nacional de España, di Madrid

 

Lasciamo al lettore approfondire la vita e l’opera del re Alfonso X, mentre era doveroso spendere due parole di introduzione per quanto ci concentriamo ad esaminare, il folio 92r contenuto in uno dei più antichi trattati sui giochi da tavolo che si conoscano nell’Europa medievale: il Libro de los Juegos (Il Libro dei giochi),o Libro del ajedrez, dados y tablas, di cui re Alfonso fu autore. L'opera venne pubblicata nel 1283 ed è attualmente conservata nella Biblioteca Reale dell' Escorial a Madrid.

Il manoscritto, splendidamente miniato, è composto da 4 parti: la prima riguarda Introduzione e Problemi relativi agli Scacchi; la seconda si occupa di Problemi degli Scacchi e va dal Folio 16R fino al 34V; la terza ancora su Problemi di Scacchi (dal Folio 36R al 64R), la quarta parte contiene Altri Giochi e l’Appendice. E’ in questa sezione “Altri Giochi”, che troviamo i nostri soggetti preferiti: Tris (alquerque-3),  filetto  ( Triplice Cinta  o Alquerque-9),   Alquerque-12   e le loro varianti con e senza dadi (le loro immagini sono nel nostro logo). In un’altra sezione (dal F 95R al 97V) si parla di Giochi Astronomici (scacchi chiamati "Zodiaco" e tavole delle “quattro stagioni”), considerando una modalità di scacchiera a cui giocavano quattro persone, “Acedrex de los quatro tiempos” e una modalità di tavoliere circolare per quattro giocatori detto “El Mundo”. Tutto veramente interessante da approfondire.

Nella quarta parte, tra gli “Altri Giochi” c’è anche uno schema simile all’alquerque-12 chiamato Cercar la liebre (Circondando la lepre), un gioco di cattura che noi conosciamo con altri nomi come La volpe e le oche (Fox and geese), il lupo e le pecore, ecc. Tuttavia questi giochi sono usati tradizionalmente su tavolieri composti da un alquerque-12 + 1 tris attaccato ad uno dei lati oppure, in diversi casi, cinque tris disposti in croce. Ne abbiamo trattato ampiamente in questo Centro Studi nella sezione apposita.

Il gioco illustrato nel manoscritto di Alfonso X nel folio 92r Ms j.T.6 bis è invece un alquerque-12 classico, come da riproduzione mostrata qui sotto:

 

                              

Folio 92R. I due giocatori che stanno disputando la partita sono abbigliati in maniera elegante (in evidenza anche i calzari, indossati su calzamaglia rossa), indice che è una scena ambientata negli ambienti di corte, raffinata

 

Cosa c’è di particolare in questo tavoliere? Ci siamo accorti che al di sopra e al di sotto dello schema ci sono tre Stelle di Davide (note anche come Sigillo di Salomone). Come mai?

 

                                       

Le frecce indicano le 6 "Stelle di Davide" presenti sulla miniatura del Folio 92r del Libro de los Juegos di Alfonso X il Saggio, che illustra il gioco di cattura "cercar la liebre". Che significato rivestono questi sei "sigilli" in questo contesto apparentemente ludico?

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Osservando gli altri schemi da gioco della stessa sezione, non si scorge nulla del genere. Torniamo allora a quanto dicevamo all’inizio: che alla corte del re si trovavano arabi ed ebrei per tradurre preziosi testi in lingua castigliana ma anche antichi testi arabi in ebraico. E’ possibile che maestranze ebree abbiano atteso all’esecuzione di questo Folio 92r? Ma ci deve essere anche un’altra ragione, che al momento è misteriosa. Inserire infatti ben 6 Stelle di Davide appare megalomane anche se ad eseguire la pagina fosse stato un miniatore giudeo, non vi pare? Sappiamo però che dietro a questo manoscritto, alle sue iconografie ludiche, si nasconde con molta probabilità un secondo livello di lettura, come descrissi nel mio libro “Ludica, Sacra, Magica. Il censimento mondiale della Triplice Cinta” (2012) nel capitolo 2.2 Il Mistero del qirq.

Non avevo però considerato, allora, l’iconografia che stiamo esaminando in questo articolo, indice che c’è sempre da scoprire qualche importante dettaglio e questi 6 “Sigilli di Salomone” rappresentano, a mio avviso, più che semplici dettagli, men che meno decorazioni. Riferimenti magici?

Lasciamo ai lettori una riflessione e, se la conoscono, la gradita soluzione.

Argomento: Stelle di Davide

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