Vallecorsa (FR)

Vallecorsa (FR)

Chiesa di S. Maria delle Grazie, sul basolo in pietra a fianco del pilastro destro del nartece della chiesetta è incisa una TC.

Il paese è  arroccato sui Monti Ausoni, lungo il solco vallivo che attraverso il passo "Quercia del Monaco" conduce dalla provincia di Frosinone a quella di Latina e da lì al mare. Lungo la ripida discesa che dal paese di Vallecorsa conduce a fondo valle, si trova la chiesetta sconsacrata (ma restaurata recentemente) di Santa Maria delle Grazie. 

Nel 1960, la chiesa fu la location di alcune scene del film “La Ciociara” (che fece vincere il “Premio Oscar” a Sofia Loren) del regista ciociaro Vittorio De Sica (1901-1974), tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia (1907-1990), che durante la Seconda Guerra Mondiale trovò per qualche tempo rifugio in un casolare di contadini proprio a Vallecorsa.

All'edificio si accede da uno spiazzo con undici capitelli che un tempo recavano le “Stazioni” della “Via Crucis”. La Triplice Cinta si trova incisa sul basolo in pietra a fianco del pilastro destro del nartece della chiesetta. E' stata notata e segnalata al sottoscritto nel 2010, dal noto paleontologo prof. Italo Biddittu (foto sotto); scopritore del cranio fossile del cosiddetto "Uomo di Ceprano", soprannominato "Argil".

Il basolo, facente parte del pavimento del nartece, è attraversato da una fenditura, successiva alla realizzazione del simbolo o gioco. Ed a prima vista, la sua messa in opera sembra essere coeva alla costruzione della chiesa, di cui si sa molto poco. Parimenti all’annesso convento francescano, oggi trasformato in appartamenti abitati da privati. Sull’architrave dell’ingresso della chiesa di Santa Maria delle Grazie compare la data "1675". Mentre sullo stemma francescano posto sopra l’entrata del convento è riportata quella del 1852. Ricerche svolte personalmente dal sottoscritto, hanno portato a ritenere che l’intero complesso sacro sia sorto sopra una precedente chiesa medievale, forse del XII o XIII secolo.

 

                                          La chiesa di Santa Maria delle Grazie

  • Crediti: Giancarlo Pavat