ANGERA (prov. VA)

ANGERA (prov. VA)

Rocca Borromea (XIII sec.), su un sedile di pietra situato poco oltre il secondo arco d'accesso, a sinistra (dov'era stanziato il Corpo di Guardia), si incontra un blocco litico usato probabilmente come gradino-panchina (dalle vecchie guardie?) sul quale è incisa una bella TC nel modello classico, le cui misure sono 20 x 20 cm. L'analisi visiva del blocco ci ha consentito di individuare alcuni elementi che non avevamo potuto vedere nell'immagine che possedevano fino al momento della nostra visita in loco. Sulla superficie del manufatto (che è lungo circa un metro, alto circa 30 cm e altrettanti di spessore), sono presenti altri segni incisi, di cui diremo tra poco ma l'aspetto che balza all'occhio sono due incavi posti a destra e a sinistra del tavoliere inciso. Va detto che il tavoliere è stato realizzato verso il margine destro del blocco, non centralmente ad esso (cosa che avrebbe permesso a entrambi i giocatori di sedersi agevolmente, cosa che risulta ardua per quello di destra, per come si vede il blocco oggi perlomeno, v. fig. 3). A destra della TC (a distanza ravvicinata) vi è una vaschettina quadrangolare ottenuta per escavazione, all'interno della quale si osserva uno sbrego (nella foto 1 è stato evidenziato con un cerchiolino rosso), vagamente in forma di croce incompleta. Dalla parte opposta vi è una seconda vaschettina ma di forma circolare, ottenuta sempre con la stessa tecnica. Inquadrando lo schema da un punto di vista ludico, si potrebbe pensare che si possa trattare di incavi in cui i due giocatori tenevano le rispettive pedine. Tuttavia non sappiamo se schema e vaschette siano coevi, tutt'altro: potrebbero appartenere ad epoche diverse e avere significati diversi. Al di sopra della vaschetta quadrata abbiamo rilevato una serie di segni (evidenziati in arancione nella foto 1) che necessitano di approfondimento (sarebbe utile eseguire un frottage sull'intera superficie incisa).

Fig. 1

Spostandosi verso sinistra, si noteranno segni di usura della pietra, un segno lasciato verosimilmente con un pastello color arancione (una T disposta obliquamente?) e due curiose incisioni al momento difficili da interpretare (sono state evidenziate con il colore verde e con il colore giallo nella foto 2):

Fig. 2

Fig. 3. Superiormente alla "coppella" o vaschetta circolare si notano ulteriori incisioni (croci?), molto poco leggibili

 

Oltremodo interessante appare l'analisi della superficie anteriore del monolito, cioè la faccia rivolta verso le gambe dell'osservatore. Da sinistra a destra notiamo un paio di lettere, forse delle iniziali (F?) e B (indicate con la freccetta nera nella foto n. 4); a seguire una croce con il cartiglio (Titulus Crucis) apposto obliquamente. La croce (evidenziata con la freccina azzurra nella foto 4) è inscritta in una figura geometrica rettangolare e ha la particolarità di avere, alle estremità del braccio orizzontale, degli elementi rapportabili a dei quadrati (o triangoli). Segue poi un nome, che abbiamo identificato essere "Francesco" (nella foto lo abbiamo riquadrettato con colore rosso). La parola è stata scritta usando sia lettere corsive che maiuscole (indice che non dobbiamo andare molto indietro nel tempo, perchè una simile prassi è relativamente recente). Nel margine destro si nota un'altra parola, non chiara (forse il cognome di quel Francesco che si è firmato poco prima? La parola potrebbe essere "Bagnotti" oppure "Bacinotti"); l'abbiamo evidenziata in verde nella foto 4 per distinguerla, mentre è ben visibile in dettaglio nella foto 5. Appena sopra si osservano dei segni compatibili con la rappresentazione di un piccolo patibolo (forca) da cui penzola un impiccato (?), che abbiamo messo in risalto con un riquadro nero nella foto n. 4 e meglio apprezzabile nella foto n. 5 (la raffigurazione va guardata in senso verticale). A nostro avviso questo "patibolo" è diverso nel tratto, rispetto alle parole incise e potrebbe essere precedente ad esse. Ad ogni modo è meritevole di ulteriore attenzione (utile un frottage).

Questo insieme incisorio situato sulla faccia anteriore del blocco appare di un colore molto più chiaro rispetto al filetto inciso sulla faccia superiore, facendoci supporre che sia stato realizzato in epoca più recente e distinta. Va però osservato che questa faccia è meno soggetta allo sfregamento rispetto alla seduta. Non sappiamo se il blocco sia sempre stato qui o si trovasse altrove nella rocca; sembra essere stato adattato per fungere come gradino o come panchina in questo preciso luogo. Tuttavia, a destra, lo spazio tra il blocco e il muro è stato colmato con pietre, sassi, frammenti di mattoni. Importante è sempre cercare di prestare attenzione a ciò che la pietra "racconta"...

Fig. 4

Fig. 5

Se avete altre ipotesi di decifrazione da proporre scriveteci!

  • Foto di Marisa Uberti (18/10/2020)
  • Scheda inserita da M. Uberti il 19/10/2020
  • La segnalazione ci era pervenuta nel 2007 da Fiorenzo Zampieri, che ringraziamo