BERGAMO

BERGAMO

Su una delle antiche lastre di copertura del parapetto all'interno del Parco della Crotta in Città Alta si trova un esemplare di Triplice Cinta (filetto) molto marcato (scolpito), le cui misure sono 25 x 25 cm. E' un modello classico senza diagonali nè foro centrale. Il Parco, sopraelevato, è ciò che resta della residenza dell'illustre famiglia bergamasca dei Crotta, di cui si hanno notizie fin dall'XI-XII secolo, in virtù di esponenti importanti che diedero lustro alla stirpe. L'origine pare fosse della nobiltà longobarda e si dice che abitassero nelle grotte (da qui deriverebbe il cognome), ma con il tempo si avvicinarono alle mura della città e si stabilirono sul colle San Giovanni acquisendo molte proprietà terriere ed erigendo fabbricati. Nel Medioevo parteggiarono per la fazione guelfa. Furono consoli di Bergamo Vuifredo e Guglielmo nel 1162. Nel 1222 un Federico Crotta fu preposto dal podestà della città alla compilazione dei catasto urbano e dei borghi circostanti. Nel XIII secolo i Crotta si scontrarono, insieme ad altre famiglie guelfe, con i ghibellini Suardi, favorevoli all'imperatore. Quando i Visconti vollero entrare in Bergamo, furono infatti i Suardi ad aprire loro le porte; i Visconti divennero i signori della città.

I Crotta, che abitavano la parte della Torre di Adalberto e praticamente l'area dove sarebbe sorta la Cittadella viscontea, furono sfrattati (si stanziarono in Borgo Canale) nel 1355 da Bernabò Visconti. A ricordo dell'antica dimora dei Crotta, resta il Parco omonimo, di uso pubblico e ricco di fascino. Tranquillo, a due passi da Colle Aperto, ci ha regalato la presenza di questa bella TC, di cui è impossibile sapere la data di esecuzione. Sappiamo che nel 1428 il governo della città fu assunto dalla Repubblica di Venezia, che ricostruì le mura e variò l'urbanistica. Mutamenti si sono succeduti anche alla caduta della Serenissima (1797); negli anni'70 del XX secolo parte della Cittadella fu abbattuta per far posto al complesso del Seminario. La lastra potrebbe provenire da un edificio scomparso oppure essere stata in situ quando il Giardino era parte della dimora dei Crotta; quel che è interessante è che appartiene alla copertura antica: si differenzia infatti dalle lastre più moderne (che progressivamente vanno sostituendosi a quelle vecchie in diverse zone di Città Alta).

  • Crediti: segnalazione e foto Marisa Uberti, autrice anche della scheda (inserita il 18/06/2020)