BRINDISI

BRINDISI

Questa lastra calcarea recante l'incisione di una Triplice Cinta e due Tris (probabile frammento di Alquerque) è conservata nel Museo Archeologico di Brindisi ed è considerata una tabula lusoria di epoca romana. E' molto importante perchè fu ritrovata nella necropoli romana di via dei Cappuccini a Brindisi, che costituirebbe l’esemplare italiano più vetusto fino ad oggi documentato e datato (50 a. C. - 50 d.C.); il corredo tombale conteneva centinaia di pedine.

Ne avevamo conoscenza soltanto dalla letteratura fino a quando la gentile segnalatrice ci ha inviato documentazione fotografica e provenienza.

E' singolare la disposizione dei due schemi, con il "filetto" che condivide un lato con il Tris che gli sta adiacente. Le due "mani" (quella che incise l'Alquerque e quella che incise la TC) sembrano essere diverse e forse i due giochi furono incisi in tempi diversi. Il frammento di Alquerque appare difatti di dimensioni molto maggiori (considerando la parte mancante, poteva comodamente raggiungere i 20-25 cm di lato, mentre la TC non sembra superare i 10-12 cm di lato) e con stile differente. Il "filetto" è stato forse eseguito quando la lastra era già spezzata?

Alcune osservazioni:

  • il lato del "filetto" che è condiviso con il Tris è accorciato; dovendo infatti incidere il lato verticale dello schema (verso il basso), si sarebbe fuoriusciti dal frammento di pietra. Questo avvalorerebbe l'ipotesi di una esecuzione del filetto quando la lastra era già spezzata ma non sappiamo quando ciò avvenne;
  • Il filetto occupa esattamente la porzione supersite della lastra calcarea;
  • i segmenti mediani fuoriescono dallo schema (ciò è ben visibile sul lato sinistro e quello inferiore), mentre l'esecutore dell'Alquerque si attenne rigorosamente al perimetro;
  • il modello della TC sembra essere stato quello "a croce piena" (con i segmenti mediani che si incrociano al centro), un modello che non ci risulta diffuso in epoca romana (potrebbe però trattarsi di una "illusione ottica", non avendo visto l'esemplare dal vivo ma da questa fotografia; il modello reale potrebbe quindi essere del tipo classico);
  • lo schema presenta una certa sproporzione ed è di forma rettangolare
  • una vistosa linea di frattura attraversa diagonalmente il "filetto" (nella parte superiore, considerata così come guardiamo l'immagine)

 

  • Crediti: Rosa Buonanova (18 agosto 2018). A lei vanno vivi ringraziamenti.
  • Scheda inserita da M. Uberti il 29/08/2018