CASTRO DEI VOLSCI (FR)

Notizie sul paese. Sebbene Castro dei Volsci sorga su uno sperone roccioso dei Monti Ausoni, rivolto  alla valle del Sacco (o valle Latina) per contiguità culturale se non geografica, viene considerato appartenere alla comunità dei paesi della valle del fiume Amaseno. Con il quale è comunque collegato dal solco orografico di Vallefratta. Inoltre al territorio del comune di Castro dei Volsci appartiene una porzione del versante settentrionale e sud-orientale del Monte Siserno che chiude a nord la valle dell'Amaseno. Il territorio di Castro fu abitato sin dalla più remota preistoria, come dimostrano i numerosi ritrovamenti (in particolare nell'area di Colle Pece dove il ancora oggi il noto professor Italo Biddittu sta continuando le ricerche paleontologiche) di utensili in pietra, oggi esposti al Museo Preistorico della vicina Pofi. Al VII secolo a.C. è datato l'arrivo delle popolazioni italiche dei Volsci. Ai quali, molti archeologi tendono ad attribuire le muraglie ciclopiche visibili sulle pendici di Monte Nero. Una altura isolata di circa 270 slm, a poca distanza dal centro abitato di Castro dei Volsci. Notevoli le testimonianze sopravvissute degli insediamenti romani; in particolare una grande villa di età repubblicana (I° secolo a.C.) riportata alla luce in località Madonna del Piano. Ulteriori scavi archeologici hanno restituito resti di una villa imperiale con strutture sovrapposte afferenti a edifici di culto paleocristiano. Inoltre è stata scoperta una necropoli con sepolture del VI e VII secolo d.C. Castro dei Volsci è caratterizzato da un impianto urbano tipicamente medievale, con viuzze e scalinate, spesso coperte da volte ed edifici con porte “a bandiera”. Numerose le chiese risalenti al Medio Evo ancora presenti nel paese, alcune delle quali caratterizzate dalla presenza del simbolo della Triplice Cinta, come San Nicola, risalente al VI secolo d.C. All'interno la chiesa conserva alcuni affreschi del XII e del XIII secolo ed un altare marmoreo con scolpito un "nodo quadrilobato" affiancato a due piccole croci greche all'interno di una "mandorla". Alcuni ricercatori hanno ritenuto di individuare in alcuni personaggi vestiti di bianco affrescati nella chiesa, nientemeno che i Cavalieri Templari, la cui presenza a Castro dei Volsci (paese posto ai limiti meridionali dello Stato della Chiesa, la cui linea di confine correva tra i sovrastanti monti Calvilli e Calvo, tanto che ancora oggi di possono vedere i cippi di demarcazione), sebbene da più parti ipotizzata non è stata affatto dimostrata. La Chiesa di San Nicola sorge sulla collina extra-moenia (fuori dalle mura cittadine) come mostra la planimetria di seguito riprodotta (tratta dai pannelli in loco):

Intorno alla chiesa sono state individuate due Triplici Cinte incise. La prima (foto di apertura) si trova sulla pietra che funge da soglia all’ingresso principale; la seconda TC, quasi illeggibile a causa degli agenti atmosferici, è presente su un gradino della scalinata laterale, sul fianco destro della chiesa di S. Nicola:

       

    L'abitato di Castro dei Volsci

  • Crediti: informazioni e foto Giancarlo Pavat, che ringraziamo vivamente (2014), eccetto la mappa del paese, che è stata inserita con l'aggiornamento del settembre 2021
  • "I luoghi delle Triplici Cinte in Italia: alla ricerca di un simbolo sacro o di un gioco senza tempo?" di M. Uberti e G. Coluzzi (Eremon Edizioni, 2008), pp.213-215
  • AGGIORNAMENTO DEL 13/09/2021: In data 16 Agosto 2021 la scrivente Marisa Uberti ha avuto la possibilità di recarsi personalmente a Castro dei Volsci, durante un tour in Ciociaria, e ha approfittato per andare a verificare lo stato attuale dei filetti incisi nonchè le misurazioni. Dei due esemplari già segnalati rimane visibile chiaramente quello inciso sull'ultimo gradino di accesso alla chiesa, seppure molto peggio rispetto ai rilevamenti effettuati precedentemente dai nostri due ricercatori (dr. Pavat e dr. Coluzzi). La situazione attuale consente di notare ancora il modello, che è con diagonali e foro centrale.

Questo scalino, che sembra in marmo rosso (sbiadito) è altamente consunto per il continuo passaggio di persone e anche per l'azione degli agenti atmosferici; sono osservabili abrasioni da usura ma anche segni (graffiti/incisioni) intenzionali, come si può vedere dalla seguente imnagine:

 Triplice Cinta (filetto) sulla superficie del gradino che conduce all'entrata della chiesa. Fu eseguito verso il muro destro (rispetto a chi guarda) e non in posizione centrale della gradinata verosimilmente per non creare eccessivo disturbo al passaggio dei fedeli che entravano/uscivano dalla chiesa per le celebrazioni

Il porticato aperto con un arco a tutto sesto fu aggiunto nel XIV secolo, così come in tale epoca furono aggiunti la sagrestia e il campanile a base quadrata. Dall'antico oratorio benedettino si passò ad una vera e popria chiesa destinata al pubblico. In merito alla TC che era stata segnalata su uno dei gradini centrali della scala laterale sul fianco destro della chiesa, non restano che labilissime tracce, tanto da non poterla più descrivere nel modello nè misurare.

Impossibile distinguere la seconda TC, se non per labili tracce

Della croce sul primo gradino rilevata e descritta nel libro di Coluzzi-Uberti (p. 214, 2008) e ancora da G. Coluzzi (https://www.angolohermes.com/luoghi/lazio/castro_dei_volsci/Immagini/S_Nicola_CrocePatente.jpg) - che l'aveva vista nel 2004 e successivamente una decina di anni dopo, trovandola quasi del tutto sparita - non si riescono più a distinguere i contorni, purtroppo, sebbene non siano trascorsi molti anni da allora. La spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che l'incisione non dovesse datare ad epoche remote e, cosa importante, i gradini non paiono essere stati sostituiti. Sicuramente sono costantemente soggetti all'azione degli agenti atmosferici; tra gli interstizi di un blocco e l'altro cresce l'erba.

  • Scheda aggiornata da M. Uberti il 13/09/2021; le foto di questo aggiornamento sono di M. Uberti e A. Marchetti
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