CASTRO DEI VOLSCI (FR)

Via Civita circonda come un anello la parte più alta dell'impianto urbano di Castro dei Volsci. Qui, in vari punti, si trovano diverse Triplici Cinte, già segnalate da G. Coluzzi e G. Pavat (ante 2014), ma avendo effettuato un sopralluogo di persona nell'agosto 2021 possiamo aggiornare la scheda con le misurazioni, e soprattutto comparare lo stato attuale degli esemplari con le immagini precedenti. E' possibile che abbiamo documentato anche nuovi esemplari eventualmente sfuggiti a sopralluoghi precedenti, considerando che frequentemente soglie e muretti sono coperti da fioriere e spesso il loro stato di usura è estremo. Probabilmente anche a noi ne saranno sfuggiti altri, quindi chi avesse ulteriori schemi da segnalare e non li trovasse nelle quattro schede dedicate a questo borgo, ce lo faccia cortesemente presente (per noi ogni segnalazione è importante).

Il punto più alto del paese coincide con la presenza della venerata chiesa di Santa Oliva, patrona di Castro dei Volsci, situata all'interno delle mura castellane. Lo spiazzo davanti all'edificio si chiama Largo S. Oliva. Precedentemente qui sorgeva una chiesa dedicata a S. Pietro ed entrambe furono edificate contiguamente alla Rocca (la quale era denominata Rocca San Pietro). La prima menzione di S. Oliva data 1125 (Bolla di papa Onorio II) ma nulla è pervenuto di quel periodo (infatti la chiesa si mostra nelle forme barocche, con aggiunte ancora più recenti del XIX e XX secolo). Sulla facciata principale si osserva un bellissimo fregio di marmo con simboli verosimilmente paleocristiani, incassato nel paramento murario, ma non proviene dalla chiesa precedente bensì dall'area archeologica Casale in località Madonna del Piano.

Passando sotto l'arco della torre dell'Orologio, inizia Via Civita la quale, come abbiamo accennato, circonda completamente la parte più alta del paese. Corrisponde infatti alla prima cinta muraria risalente al IX-X secolo d.C. A tale data, per il fenomeno dell'incastellamento, la popolazione si spostò quassù dal primitivo villaggio sorto accanto all'oratorio benedettino di San Nicola dei monaci di Montecassino. Il territorio era posto sotto lo Stato Pontificio. Il tessuto urbano della Civita era formato da modeste abitazioni di contadini, che la sera risalivano verso il centro per difendersi contro le scorrerie dei malviventi; la tipologia abitativa prevedeva due livelli, al più basso il ricovero per gli animanli, di sopra l'appartamento, che si raggiungeva da una scala esterna. E' ancora possibile vedere questa architettura passeggiando lungo Via Civita perchè si è saputo mantenerla, nonostante il trascorrere dei secoli. Ovviamente non ci sono più le stalle (trasformate in cantine o locali-deposito) nè le scale esterne (inglobate negli edifici) ma l'atmosfera è sicuramente suggestiva e il tempo sembra essersi fermato.  Vi erano - ieri come oggi- anche case di pregio appartenenti ai signorotti locali, che abitavano qui perchè le campagne erano poco sicure; le loro abitazioni erano più ricche, con bugnati, fasce marcapiano e modanature. Inoltre vi era una terza tipologia architettonica: la bottega medievale. Essa si trovava al piano terra e affacciava direttamente sui vicoli; se ne può vedere un esempio superstite sotto la Torre dell'Orologio, accanto alla Porta della Civita.

Abbiamo cercato di dare una brevissima idea di come potesse essere la vita qui nel borgo più elevato e antico del paese, dove per scendere a valle bisognava percorrere scalinate, un sali-scendi per certi versi anche faticoso (lo è anche oggi, per chi non è abituato!). Trovare quindi diversi esemplari di Triplice Cinta non stupisce e non riteniamo si tratti in questo caso - come invece il pannello informativo suggerisce - di un simbolo "sacro": è assai probabile che sia stata incisa per il popolare gioco a pedine del filetto o tavola-mulino. Una maniera per socializzare, divertirsi e passare il tempo a costo zero. Guarda caso - nell'intero paese - i nostri schemi si trovano perlopiù sulle soglie delle abitazioni (anche nei pressi delle chiese dove è risaputo che nell'attesa della Messa, i ragazzini si sfidavano (il gioco fu in auge fino al secondo dopoguerra). Datare ciascun esemplare è impossibile, comunque: alcuni sono veramente consuntissimi e farebbero ipotizzare epoche lontane (come il medioevo) tuttavia sappiamo per esperienza che - se sottoposti agli agenti atmosferici o a continui sfregamenti per il passaggio di persone e animali, nonchè di oggetti come fioriere, ciotole, ecc. - le incisioni possono apparire più vecchie di quello che sono. Questo vale per tutti gli ambiti, chiaramente, non soltanto per Castro dei Volsci!

Bella veduta del fianco sinistro della chiesa di S. Oliva, dalla spianata della Rocca di S. Pietro (non più esistente)

Oltrepassata Porta della Civita, dicevamo, ci si ritrova in uno slargo posteriore alla chiesa di S. Oliva. Dalla parte opposta della strada, sulla soglia di un cancello si trova un bell'esemplare, molto marcato, di TC:

La TC è nel modello con diagonali e foro centrale; misura 19 x 17 cm

Confrontandola con le immagini precedentemente effettuate da G. Pavat e G. Coluzzi, si constata poca variabilità nello stato di consunzione, che permane evidentemente alto ma consente di distinguere ancora bene i dettagli. E' probabile che i residenti considerino questi schemi come "parte" del contesto culturale e urbano e forse qualcuno, pur non avendo mai giocato su di essi, li considera anche beneaugurali, protettivi, chissà...non è escluso. Quindi sarebbe interessante disporre di un'intervista ai residenti più anziani, che forse ricordano se vi giocavano, ma è importante anche avere testimonianze di oggi, di come viene valutata la presenza da parte delle nuove generazioni. Grazie a una fotografia che ci aveva inviato Giancarlo Pavat (scattata ante 2014), con l'indicazione delle due TC a breve distanza l'una dall'altra, abbiamo prontamente cercato quel secondo esemplare.

Localizzazione delle due TC individuate da G. Pavat (ante 2014): la prima l'abbiamo trovata mentre della seconda (in dettaglio nella foto seguente) non vi è più traccia (foto di G. Pavat)

La TC documentata da G Pavat (ante 2014, già visibilmente molto consunta) che noi nell'agosto 2021 non abbiamo purtroppo trovato

Altri esemplari, tuttavia, sono venuti alla nostra attenzione, pelustrando la lunga Via Civita. Uno, quasi invisibile, si trova sulla soglia di una cancellata dietro la chiesa di S. Oliva.

In Via Civita di fronte al civico n. 20 ai piedi di una scala, si incontra questo esemplare di TC poco visibile:

Misure: 18 x 18 cm

Al civico n. 25, sul secondo gradino di ingresso di un'abitazione, abbiamo documentato un esemplare certo, seppure usurato e parzialmente coperto da una colata di cemento, che misura 17 x 17 cm, e accanto ad esso - a sinistra- un dubbio esemplare (che infatti non è classificabile):

L'esemplare ha le diagonali e un marcato foro centrale

Un altro, molto bello, è inciso sul primo gradino (di due) alla base di un portale di un edificio che fa angolo con Vicolo S. Oliva (fortunatamente la fioriera lo lasciava vedere completamente). G. Pavat lo aveva già localizzato (indicando il civico n. 30 di via Civita) e, confrontando la sua foto con lo stato attuale dell'esemplare, notiamo che si è leggermente "dilavata" ma permane ben visibile:

Misura 24 x 23 cm, è nel modello con diagonali e foro centrale (agosto 2021)

Localizzazione della TC sul gradino come fotografata da G. Pavat  (ante 2014)

Sul gradino alla base del portale del civico n. 9 c'è un altro bell'esemplare, nel modello senza diagonali e con foro centrale. E' molto usurato e alcuni segmenti sono compromessi ma si segnala la regolarità dei tratti e il rispetto di una proporzione tra i quadrati, forse furono usati degli strumenti come un righello o una squadra. Il portale possiede un arco lavorato e scolpito: nella chiave di volta si osservano una croce poggiante su un monogramma (?) - se ne vedono parecchie nel centro storico di Castro dei Volsci - sotto vi è un segmento (di separazione?) e le lettere, puntate, N. C. (che abbiamo interpretato come "Numero Civico") 1881, forse da riferirsi alla vecchia numerazione della Via Civita. Questa è la nostra interpretazione, in mancanza di dati certi per il momento; Giancarlo Pavat, segnalandoci l'esemplare nel 2014 (lo aveva però documentato in precedenza), propendeva per l'anno 1881. Tra l'altro abbiamo notato, confrontando le nostre foto dell'agosto 2021 con le sue, un consistente aumento dell'usura dell'intera iscrizione.

A sin. la chiave di volta del portale, alla cui base - sul gradino - è incisa una bella TC (foto a destra) geometricamente proporzionata, che misura 19 x 19 cm (agosto 2021)

Localizzazione della TC alla base del portale, fotografia di G. Pavat (ante 2014). L'abitazione, allora, era in vendita (come attesta il cartello affisso sulla porta)

Sempre G. Pavat aveva documentato, quasi di fronte al portone precedente ma dall'altro lato stradale, l'ennesima TC su un blocco squadrato di pietra, addossato a un muro esterno di una casa e utilizzato un tempo come sedile e, al momento del suo sopralluogo, come poggia-vasi di piante. Questo esemplare noi non lo abbiamo visto ma conserviamo la foto inviataci dal ricercatore.

Alla vecchia numerazione 1518, sul primo gradino di accesso all'abitazione vi è un'altra consunta TC, che misura 21,5 x 23 cm. L'esemplare è poco visibile ad eccezione di una profonda scodellina centrale. Sembra senza diagonali.

L’altro esemplare è stato realizzato su un blocco squadrato di pietra, addossato ad un muro esterno di una casa e utilizzato un tempo come sedile ed oggi come poggia vasi di piante:

Maggiori informazioni https://www.centro-studi-triplice-cinta.com/products/castro-dei-volsci-fr-2/
Proseguendo sempre lungo via Civita, ho individuato altre due TC quasi una di fronte all’altra.

Maggiori informazioni https://www.centro-studi-triplice-cinta.com/products/castro-dei-volsci-fr-2/
  • La scheda è stata aggiornata e ampliata in base al nostro sopralluogo del 16 agosto 2021. Le fotografie, salvo dove specificato, sono di M. Uberti e A. Marchetti
  • Gli esemplari furono segnalati e fotografati in precedenza da Giancarlo Pavat (ante 2014), come debitamente riportato nel testo, e da Giulio Coluzzi (si veda la sua relazione sugli esemplari di Castro dei Volsci all'URL https://www.angolohermes.com/Luoghi/Lazio/Castro_dei_Volsci/Castro_dei_Volsci.html).
  • Alcune immagini sono di G. Pavat, come indicato nella didascalia, a cui vanno i nostri ringraziamenti
  • "I luoghi delle Triplici Cinte in Italia: alla ricerca di un simbolo sacro o di un gioco senza tempo?", M. Uberti- G.Coluzzi (Eremon Edizioni, 2008), pp. 213-15

webmaster Marisa Uberti