BIASCA (distretto di Riviera, Canton Ticino)
Località Alpe d’Albèa - Val Pontirone. Coordinate: 721.975/136.412 - Altitudine: 1’830 metri
Diamo notizia di una TC incisa a oltre 1800 m di quota, raggiunta dall’instancabile Luca Bettosini, sempre alla ricerca di massi coppellati, di cui è esperto e che- durante i suoi sopralluoghi – non manca mai di segnalarci le incisioni di tavolieri per le nostre ricerche. A lui va un sentito grazie! Questa volta il Bettosini si è mosso verso la Val Pontirone,un territorio ricco di storia e di fascino, dove la popolazione ha saputo conservare nel tempo una forte identità e un carattere particolare, probabilmente favoriti proprio dall’isolamento geografico e dalle difficili condizioni di vita.

Il 25 luglio 2026, con Ely Riva, Oscar Bulloni, Nicola Oppizzi e Natascia, si è recato a vedere diversi massi segnalatigli dall’amica Natascia, che lo segue sempre in questa ricerca. La scoperta di ben dieci massi cuppellari in una zona come questa rappresenta un risultato davvero eccezionale. L’itinerario per raggiungere l’Alpe d’Albèa prende avvio dall’Alpe Cava, situata a 1999 metri di quota. Da qui si sale verso la Forcarella di Cava, a 2090 metri, per poi proseguire lungo il sentiero fino alla deviazione posta a circa 1960 metri. Imboccando il tracciato sulla destra si continua in direzione dell’Alpe d’Albèa, che si trova a 1871 metri e si raggiunge in circa un’ora e un quarto di cammino. Il percorso si sviluppa in un ambiente alpino aperto e panoramico, lungo un sentiero molto piacevole che regala una vista eccezionale sulle montagne situate sul versante opposto della Val Pontirone. È un itinerario che unisce natura, paesaggio e storia, conducendo in un luogo appartato e affascinante, reso oggi ancora più prezioso dalla presenza di questi dieci nuovi massi incisi mai registrati prima. Il primo grande masso, situato accanto alla cascina del signor Rodoni all’Alpe d’Albèa, colpisce immediatamente per la straordinaria quantità di incisioni che ricoprono la sua superficie, qualificandosi come una sorta di archivio nella pietra, formato da testimonianze appartenenti a periodi molto diversi tra loro. Ma su questo masso niente TC.

Dall’Alpe d’Albèa, seguendo un piccolo sentiero si raggiunge in pochi minuti un’altra cascina. Di fronte ad essa si innalza una roccia imponente, lunga circa dieci metri e larga 6 metri, interamente ricoperta da un’incredibile varietà di segni. Anche qui si riconoscono lunghi canaletti e coppelle apparentemente antichi, ai quali si sono aggiunti nel tempo nomi, iniziali, cognomi e numerose date. Anche qui vi si osservano numerosi e lunghi canaletti collegati a coppelle di varie dimensioni, alcuni dei quali sembrano avere un’origine molto antica. Tra le incisioni più interessanti compaiono una falce con martello e una bella tavola da mulino (foto di apertura, modello con diagonali), una decina di coppelle antiche collegate da alcuni lunghi canaletti e nessuna croce. La presenza della falce e martello non è isolata: questo simbolo è stato individuato diverse volte anche in altre zone della Val Pontirone e potrebbe testimoniare l’adesione o la simpatia di alcuni abitanti per il movimento comunista, particolarmente diffuso in determinati ambienti operai e popolari durante il Novecento.


La tavola da mulino rappresenta invece un’incisione insolita e affascinante. Potrebbe essere stata tracciata come semplice passatempo, come schema di gioco utilizzato durante le soste oppure come segno lasciato da chi frequentava abitualmente la cascina e l’alpe. Anche in questo caso, senza testimonianze dirette, non è possibile stabilire con certezza chi l’abbia realizzata e in quale periodo. La tavola misura 36 cm x 27 cm e vicino ci sono incise alcune lettere: R E, COVA, VANZETTA ADIO. Ci sono moltissime scritte ed iniziali di nomi e cognomi, per molte si fa fatica a capire: DELMUE VITO, RE ADO LEO, ALBELIA, ALMA, R. ALBERTO, GIANINI ROBERTA, IVANI, ALBA, IL SILVIO, ARIDDIO, GASOLI GINO, LEO V, VANZETTA, ADIO, RE…Le date: 3-8-1918, 15-8-1918, 1945, 1952. Osservando questa grande roccia si ha l’impressione di sfogliare un libro aperto, nel quale ogni generazione ha aggiunto una parola, una data, un simbolo o un ricordo. Le incisioni più antiche convivono con quelle moderne e raccontano, tutte insieme, la lunga frequentazione umana dell’Alpe d’Albèa. Attorno a questa roccia sono stati individuati altri tre massi, anch’essi caratterizzati dalla presenza di canaletti, coppelle, lettere e scritte. Proseguendo la discesa verso il Poncione d’Albèa si raggiunge un’ulteriore cascina, accanto alla quale si trova un masso con cinque coppelle ben visibili.L’intera zona presenta quindi una concentrazione davvero notevole di incisioni rupestri. È molto probabile che, esplorando con maggiore attenzione i pascoli, i muri, le rocce affioranti e i dintorni delle vecchie cascine, possano emergere altre testimonianze ancora sconosciute. In luoghi così vasti e ricchi di storia la ricerca non può mai considerarsi definitivamente conclusa. Ogni nuova visita, una diversa luce sulla pietra o una segnalazione da parte di chi conosce il territorio può rivelare particolari sfuggiti in precedenza e aggiungere un nuovo frammento alla storia dell’Alpe d’Albèa e della Val Pontirone.
- Segnalazione, foto e scheda di Luca Bettosini (25/07/2026), che ringraziamo vivamente
- Scheda inserita da M. Uberti il 17/09/2026
