Olbier, Auzat (dipartimento: Ariège, regione Occitania)
Montréal-de-Sos è uno sperone calcareo della montagna dei Pirenei, con rugosità, pendii, rocce e scogliere. Numerose tavole-mulino e Alquerque sono emersi dagli scavi nel castello di Montréal-de-Sos, nella valle del Vicdessos. Fu uno dei più importanti castelli dei Conti di Foix durante il Medioevo. Costruito alla fine del XII, fu conservato fino all'inizio del XV, quando fu deliberatamente raso al suolo dai Conti di Foix. Le sue rovine si raggiungono soltanto a piedi e comprendono un ampio recinto fiancheggiato da due torri e un quartiere aristocratico. Quest'ultimo è raccolto attorno a un mastio costruito su una motta, una caratteristica piuttosto insolita nella regione dell'Alto Ariège. Montréal-de-Sos è stato oggetto di un programma di scavi archeologici dal 2001 al 2017. Le rovine del castello, situate a 881 m di altitudine a nord della frazione di Olbier, sulla riva destra (lato sud-est) di fronte al villaggio, dominano quest'ultimo dallo sperone roccioso che sporge dal versante nord del Pijol de Brosquet (alt. 1.764 m ), estremità della cresta nord-ovest del Pique d'Endron (alt. 2.472 m ). Florence Guillot in collaborazione con Stéphane Bourdoncle (epigrafia) e Michaël Gourvennec (studi sulle tavolette) hanno pubblicato i risultati degli scavi dal 2006 al 2013 in un volume intitolato "Le Castrum de Montréal-de-Sos, 16 ans de recherches archéologiques sur une fortification des Pyrénées ariégeoises" (Contributeur/Contributrice Nicolas Portret Archéologie du Midi Médiéval Année 2017, Suppl. 8). In uno specifico paragrafo Guillot annuncia che sono state scoperte quasi 300 lastre e ardesie incise, rappresentanti 363 volti incisi... la sorpresa è stata notevole. I giochi incisi sono spesso frammentati, a volte riconoscibili altre no. Su lastre di ardesia, pietra non locale, significano un trasporto da un luogo diverso e un riutilizzo. Forse le incisioni erano già presenti e dovremmo considerarle anteriori al livello del ritrovamento, che si colloca al XV secolo. Ma sono supposizioni. Quel che pare certo è che in questo castello si giocava, probabilmente era una tradizione per gli abitanti del posto. Nella foto di apertura si vede una Merelle (la nostra tavola-mulino/TC) frammentata, nel modello classico; dietro di essa un probabile Tris (rimane veramente poco). Tredici anni di scavi archeologici poi, tre anni di studi aggiuntivi, hanno permesso di ripristinare un'immagine delle occupazioni umane, sia per i loro aspetti architettonici che per i loro manufatti. Il grande lavoro di Guillot, datato 2017, presenta questi risultati, dall'occupazione protostorica a quella della fine del XIV secolo della nostra era, occupandosi di edifici, spazi, funzioni del sito e oggetti scavati. Tra questi, sono state fatte sorprendenti scoperte, come le centinaia di pietre incise con disegni, più raramente testi. Uno di questi è un frammento inedito di un poema trobadorico in occitano. Un altro porta la figurazione di cavalieri e una fortificazione medievale ... Tutti gli elementi portati alla luce testimoniano aspetti poco conosciuti sulla vita quotidiana degli abitanti di questo tipo di castrum montano.

Interessante anche una duplice cinta con le sole diagonali, che ha spinto i ricercatori a domandarsi se si tratti di un gioco o di altro significato, anche per le ridotte dimensioni.
- Si ringrazia Arie van der Stoep per la segnalazione del citato lavoro (maggio 2020)
- Scheda pubblicata il 14/05/2020 da M. Uberti
