Roveredo (Grigioni, Valle Mesolcina)
Le tavole della chiesa e farmacia - Chiesa: coordinate 730.624/122.250, altitudine: 297 metri; Farmacia: coordinate 730.356/122.092, altitudine: 292 metri.
La tavola della chiesa. Sul muretto della chiesa di Sant’Antonio Abate, proprio accanto alla parete dell’edificio, si trova una tavola da mulino incisa nella pietra. Il reperto misura 37 x 33 centimetri.

La freccia indica la posizione della TC sul muretto

Dettaglio della TC
La tavola della farmacia (foto di apertura). Sulla pioda posta a terra sotto il portico, davanti alla farmacia denominata “L’Altra farmacia”, si trova una bella tavola da mulino incisa. Il reperto misura 43 x 43 centimetri e presenta al centro la data 1928 accompagnata dalle iniziali CA.

La freccia indica la posizione della TC "della farmacia"
Notizie storiche
Il Comune di Roveredo si trova nel Canton Grigioni, nella Valle Mesolcina, della quale è capoluogo. Il suo territorio confina con i comuni grigionesi di San Vittore, Grono, Buseno e Castaneda, con i comuni ticinesi di Lumino, Arbedo-Castione e Bellinzona, e con l’Italia. Roveredo conta circa 3'000 abitanti ed è un comune in costante crescita demografica, anche grazie ai numerosi servizi presenti sul territorio.Il paese è formato da quattro nuclei storici: San Giuli, San Fedee, Rugn e Guèra, situati sul lato sud del fiume Moesa. In questi nuclei si possono ancora osservare diverse costruzioni risalenti al XV secolo, testimonianze preziose della storia locale. Sul territorio comunale si trovano inoltre numerosi monumenti e luoghi di interesse storico, tra cui i Trii Pilastri, la cappella del Paltan, il palazzo Comacio e la Torre di Boggian.
Di particolare rilievo sono anche le principali chiese del paese: la chiesa di Sant’Antonio Abate, la chiesa di San Giulio, la chiesa di San Rocco e la chiesa della Madonna del Ponte Chiuso. Prima del 10’000 a.C. l’intero territorio del Moesano era completamente coperto dai ghiacci. Solo in seguito a un progressivo riscaldamento climatico iniziò un lento disgelo e, a partire dall’8000 a.C., il fondovalle si liberò gradualmente dai ghiacciai, che si ritirarono verso le quote più elevate. Sul terreno rimasero imponenti morene e accumuli di detriti. Con l’aumento delle temperature si formarono laghi e corsi d’acqua e, parallelamente, iniziò lo sviluppo della vegetazione boschiva. Si diffusero in particolare betulle, abeti rossi e noccioli. A questo periodo remoto risalgono i primi reperti archeologici, testimonianza del passaggio dei primi cacciatori giunti da regioni più calde.Il primo vero insediamento umano nel Moesano è datato tra il 5250 e il 4565 a.C., ai piedi della roccaforte del Castello di Mesocco. Si tratta anche del più antico stanziamento preistorico noto nel Cantone dei Grigioni. Questo sito documenta il passaggio dal Mesolitico al Neolitico, quando i gruppi di cacciatori-raccoglitori iniziarono a stabilirsi in modo più stabile nella valle, dedicandosi all’agricoltura — con la coltivazione di orzo e piselli — e all’allevamento. All’inizio dell’età del bronzo (circa 4'000 anni fa), in località Valasc a Roveredo è eretta un’importante struttura difensiva per contenere le alluvioni torrentizie che periodicamente minacciano un nucleo abitativo formato da alcune case di legno. Dopo una fase di abbandono di oltre un millennio, l’area di Valasc è nuovamente popolata a partire dal VI/V secolo a.C. I reperti trovati dimostrano un’intensa occupazione della zona. Attorno all’Anno Mille, il sito di Valasc subisce un cambiamento di funzione. Quarantaquattro tombe ad inumazione vengono costruite con lastroni di pietra. I defunti sono seppelliti senza alcun corredo. Più tardi a Valasc vengono eretti alcuni edifici di legno, ed in seguito una costruzione in pietra (XI/XII secolo d.C.). Un cimitero romano del I/II secolo d.C., parzialmente distrutto dalle alluvioni, è situato nei pressi del fiume Moesa in località Tri Pilastri a Roveredo e comprende venti tombe ad inumazione e nove a cremazione con oggetti di corredi funebri che mostrano sia elementi culturali tradizionali come pure oggetti provenienti da sud. Più di recente, nel 2007/2008, durante i lavori per la circonvallazione di Roveredo attraverso la galleria San Fedele, in zona Valasc (portale sud-ovest), sono emersi importanti reperti che documentano insediamenti umani dalla tarda età del Bronzo fino al Medioevo, confermando una continuità storica davvero notevole. Roveredo si trova infatti in una posizione strategica all’interno della valle: punto di passaggio tra Nord e Sud, ma anche tra Est e Ovest, e porta d’accesso alla Valle Calanca, dove si trova l’importante sito archeologico di Castaneda. Nonostante ciò, siamo probabilmente solo all’inizio: la zona di Roveredo ha ancora molto da raccontare e molto resta da scoprire. Nuovi ritrovamenti potrebbero emergere in qualsiasi momento, arricchendo ulteriormente questo quadro già straordinario.
- Segnalazione, foto e scheda: Luca Bettosini (24/05/2026), che ringraziamo vivamente
- Scheda inserita da M. Uberti (29/05/2026)
